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Il Museo Civico di Zoologia vi presenta la “stella gorgone”. #laculturaincasa

30 Giugno - 30 Agosto
Astrospartus mediterraneus

di Annamaria Epiceno, responsabile della Collezione di Invertebrati del Museo Civico di Zoologia.
Foto di Romano Paggetti

Astrospartus mediterraneus è una ofiura molto particolare che merita di essere conosciuta per la sua morfologia e per le sue abitudini di vita.
Unico rappresentante mediterraneo della famiglia dei Gorgonocefalidi, è anche nota come stella gorgone per il suo inconfondibile aspetto che richiama la dea della mitologia greca “Gorgona”, la mostruosa divinità dall’ampio viso incorniciato da una miriade di serpenti per capelli.
Vive sui fondali rocciosi profondi fissato alle gorgonie, il suo substrato preferito, nonchè sui fondali sabbiosi e argillosi a 50-200 metri di profondità.
La sua forma è inconfondibile: dal corpo centrale costituito da un disco pentagonale si dipartono con la tipica simmetria pentaraggiata degli Echinodermi, il phylum a cui appartiene, le lunghe braccia ramificate che si dividono, raddoppiandosi ad ogni nuova ramificazione, fino a diventare sottili, mobili e prensili. Le braccia di colore grigio-rosato possono raggiungere i 40 cm di lunghezza, mentre il corpo ha un diametro massimo di 8 cm.
E’ una specie prevalentemente sciafila, di abitudini notturne o crepuscolari, difficile da incontrare sott’acqua per gli ambienti molto profondi che frequenta e per le sue capacità mimetiche. Il suo aspetto è completamente diverso se osservato di notte o di giorno.
Bella ed elegante di notte quando esce allo scoperto con le braccia aperte per la cattura del cibo, e completamente diversa di giorno, con le braccia raggomitolate su se stesse, che la rendono simile ad un groviglio di rami secchi .

Ben conosciuta tra gli studiosi è la voracità di questo animale in grado di ingerire di tutto.
Di notte le lunghe braccia distese formano una sorta di rete tentacolare che si rivela una trappola mortale per i numerosi organismi planctonici trasportati senza sosta dalle correnti marine.

La stella gorgone però non si limita a filtrare passivamente ciò che la corrente le porta, poiché le estremità sottili e mobili delle braccia, ricoperte di acuminati uncini, arrotolandosi attorno alle piccole prede le imprigiona in un abbraccio mortale.
Successivamente le prede vengono convogliate alla bocca mediante la contrazione del braccio che le ha catturate, mentre tutte le altre appendici rimangono distese, in azione, continuando la caccia per tutta la notte.

Ben poco si conosce sulla biologia di Astrospartus, in particolare per quanto riguarda l’abilità nel percepire le variazioni di luce che regolano i suoi ritmi di vita. La sensibilità alla luce è molto elevata, come dimostra la reazione repentina nel richiudere le braccia che l’animale ha nei confronti della luce artificiale, usata durante le immersioni notturne.
Considerato che questa specie non possiede occhi o strutture simili che possano spiegare questo comportamento verso la luce, va da sé che molto ancora deve essere scoperto.Nel frattempo accontentiamoci di osservarla di notte, perché è di notte che Astrospartus dà il meglio di sé.

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Dettagli

Luogo:
Pagina Facebook Museo Civico di Zoologia

Organizzatore

#laculturaincasa
Sito web:
https://www.facebook.com/MuseoCivicoZoologia/