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Il Museo Civico di Zoologia resta aperto… online! Storie di serpenti a Roma, tra realtà e leggenda. #laculturaincasa

3 Giugno - 5 Luglio
Testo e foto di Massimo Capula, responsabile delle Collezioni di  Pesci, Anfibi e Rettili del Museo Civico di Zoologia.

 

Nelle aree verdi della Città Eterna, malgrado il notevole disturbo dovuto alla frequentazione dell’uomo, è ancora possibile osservare varie specie di animali della così detta fauna selvatica. I serpenti sono senza dubbio gli animali più difficili da incontrare, a motivo della loro particolare ecologia e per il fatto di essere rettili particolarmente schivi.

Stando a una delle poche ricerche scientifiche svolte in anni recenti (2000-2003) sulla fauna erpetologica di Roma (Progetto Atlante degli Anfibi e dei Rettili di Roma), all’interno del perimetro delimitato dal Grande Raccolto Anulare sono presenti sei specie di serpenti autoctone, cioè originarie della fauna italiana: il Biacco, Hierophis viridiflavus; il Cervone, Elaphe quatuorlineata; il Saettone comune, Zamenis longissimus; la Natrice dal collare, Natrix helvetica; la Natrice tassellata, Natrix tessellata; la Vipera comune, Vipera aspis. Ad eccezione della Vipera comune, le altre specie sono tutte prive di veleno e quindi completamente innocue per l’uomo.

Secondo le informazioni rese disponibili sulla base delle ricerche per il Progetto Atlante, le specie più diffuse in città sono in realtà soltanto due, il Biacco e la Natrice dal collare, mentre le altre sono estremamente rare e localizzate, in quanto presenti esclusivamente in alcune aree verdi poste nelle zone suburbane. Questi dati sono stati confermati recentemente da una interessante ricerca, condotta per circa 20 anni da un team di zoologi romani (tra i quali Luca Luisellli, Massimo Capula, Lorenzo Rugiero), sull’ecologia e la conservazione dei serpenti in alcune aree suburbane della Capitale (Tor Bella Monaca e Parco di Veio), pubblicata quest’anno su una rivista scientifica internazionale (Herpetological Journal).

Malgrado queste evidenze scientifiche, ogni anno, all’inizio dell’estate, le pagine romane dei principali quotidiani si riempiono inspiegabilmente di notizie riguardanti (1) l’ipotetico aumento dei serpenti in generale, e delle vipere in particolare, nei giardini e nelle ville della Capitale, (2) la presunta pericolosità di tutti i serpenti e dei loro morsi, e (3) addirittura il fatto che le vipere stiano “tornando” in massa ad occupare gli spazi verdi della città. A tale proposito è però doveroso ricordare che si stratta, nel 100% dei casi, di notizie allarmistiche prive di qualsiasi fondamento scientifico, mai suffragate da alcuna evidenza basata su ricerche, pubblicate su riviste scientifiche, svolte da zoologi esperti nel settore, e che di norma non vengono sottopose preventivamente al controllo e alla validazione di uno o più naturalisti esperti nel campo dell’erpetologia, che è la disciplina zoologica che si occupa dello studio dei rettili. In molti casi poi, i trafiletti riguardanti l’aumento inatteso delle vipere e l’osservazione delle stesse nei giardini e negli appartamenti, in seguito a segnalazioni di privati cittadini, sono erroneamente accompagnati da foto che ritraggono quasi sempre specie di serpenti assolutamente innocue, come il Biacco o la Natrice dal collare, che vengono regolarmente scambiati per vipere e, per tale motivo, quasi sempre barbaramente uccisi a vista.

Le assurde notizie giornalistiche di inizio estate relative all’aumento “stagionale” delle vipere in città sono a loro volta alimentate dalla leggenda metropolitana secondo la quale «qualcuno» (a seconda delle persone interpellate il Corpo Forestale, gli ambientalisti, il WWF) “lancerebbe” ogni tanto vipere nelle campagne, con scopi che peraltro nessuno sa spiegare. I particolari di questa assurda diceria sono propagati spesso anche da persone colte e istruite, le quali sostengono che il “lancio” di questi serpenti verrebbe effettuato addirittura con elicotteri utilizzando contenitori di plastica (!). Inutile dire che anche in questo caso nessuno ha mai portato prove concrete che potessero in qualche modo validare scientificamente la leggendaria, ed economicamente assai onerosa, ipotesi dei lanci di vipere dagli elicotteri, e stupisce che ancora oggi tale leggenda sia in auge e venga presa in considerazione da giornalisti e blogger che operano su vari siti Internet.

Un’altra storia leggendaria e priva di ogni fondamento è quella, riportata da qualche quotidiano e anche sul web, secondo la quale l’ipotetico – e mai dimostrato – incremento delle vipere in città sarebbe dovuto all’aumento delle popolazioni di cinghiali. Secondo questa ulteriore diceria, i cinghiali in eccesso “scaccerebbero” le vipere dai boschi e dalle aree a macchia e le spingerebbero a rifugiarsi nei pressi di casolari rurali e ville vicini ai centri urbani (!).

Tornando ai serpenti della realtà, una storia vera, mai pubblicata sulle pagine romane dei principali quotidiani nazionali, è quella che riguarda il cannibalismo dei serpenti, ovvero il comportamento predatorio che porta alcuni esemplari a nutrirsi dei propri simili. Tale comportamento, invero non molto frequente e assai difficile da osservare in natura, è stato soprattutto osservato nel Biacco, che, come ricordato in precedenza, è il serpente più diffuso a Roma, ancorché non velenoso e completamente innocuo per l’uomo. Vari studi hanno infatti dimostrato che questo rettile può nutrirsi occasionalmente di esemplari della propria specie e anche di altre specie di serpenti, come ad esempio Vipere comuni e giovani di Saettone comune. Una interessante testimonianza di questo singolare comportamento alimentare è presente nelle Collezioni erpetologiche del Museo Civico di Zoologia di Roma, dove è conservato, immerso in alcol all’interno di un cilindro di cristallo, un esemplare adulto di Biacco dalla cui bocca sporge la coda di un altro Biacco di minori dimensioni quasi completamente ingollato. L’esemplare in questione fu raccolto, proprio mentre stava ingurgitando la sua preda ofidica, all’interno di Villa Borghese nei primi anni ’60 del ‘900.

 

 

 

 

 

 

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Dettagli

Luogo:
Pagina Facebook Museo Civico di Zoologia
Altro:
Testo e foto di Massimo Capula, curatore delle Collezioni di  Pesci, Anfibi e Rettili del Museo Civico di Zoologia

Organizzatore

#laculturaincasa
Sito web:
https://www.facebook.com/MuseoCivicoZoologia/