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Le Balene del Museo Civico di Zoologia raccontano la loro storia. #laculturaincasa

3 Giugno - 30 Settembre
Le balene del museo

Testo di Rossella Carlini

Il Museo di Zoologia di Roma conserva lo scheletro di 2 Balene:
una Balenottera minore (Balaenoptera acutorostrata) e una Balenottera comune(Balaenoptera physalus)

Sono 2 specie che frequentano i nostri mari. Come sono arrivate in Museo?

La lunga storia cetologica del Museo inizia proprio nel 1899 con il recupero della Balenottera minore, così chiamata perché raggiunge al massimo i 9 metri circa di lunghezza. Questa specie nel Mediterraneo è piuttosto rara; non risultano infatti altre segnalazioni fino allo spiaggiamento e il ritrovamento di un esemplare a Fregene (RM) lungo la costa Laziale (Aprile 2020).
Dopo circa 50 anni dalla prima acquisizione, finalmente un’altra Balena arrivò in Museo. Si trattava di una Balaenoptera physalus, una specie più comune e più grande nelle dimensioni, potendo raggiungere i 25 metri di lunghezza, seconda solo alla Balenottera azzurra.

La Storia della Balenottera minore

L’esemplare fu acquistato per il Museo Universitario di Roma da A. Carruccio, nome dell’illustre Direttore che recuperò l’esemplare.

Il Recupero
Il 6 ottobre del 1899 alcuni pescatori recatisi a Giannutri per la pesca, a circa un chilometro e mezzo da Santo Stefano, al momento di salpare le reti di una tonnarella (imbarcazione per la piccola pesca del tonno) trovarono impigliato nelle reti e in fin di vita l’esemplare. I cinque pescatori con numerosi sforzi per passare i lacci intorno al voluminoso animale e per sbrogliarlo dalle reti, lo tirarono fino a riva. Il peso totale dell’esemplare era di 960 chilogrammi. Recuperato per intero e prelevata anche la pelle per la conciatura, fu trasportato a Roma nel laboratorio tassidermico della Regia Università per la preparazione dello scheletro. Lo scheletro fu esposto nella ex sala degli scheletri del Museo ed ora è conservato disarticolato in collezione.

La Storia della Balenottera comune

La Balaenoptera physalus detta Balenottera comune è presente, anche se in misura “meno comune”, ancor oggi nei nostri Mari.
La sua storia è particolarmente interessante perché, oltre ad evidenziare il notevole valore scientifico della specie, testimonia la tradizione cetologica del Museo Civico di Zoologia di Roma.
L’esemplare fu avvistato il 10 febbraio 1953 presso la foce del fiume Sele, vicino Salerno, dalla Capitaneria di Porto di Salerno, che avvisò telegraficamente la direzione del Giardino Zoologico e del Museo di Zoologia di Roma. Il conservatore del Museo Civico di Zoologia, Dr. Giuseppe Tamino, famoso studioso ed esperto di Cetacei, si recò sul posto per la ricognizione della specie e per il suo recupero finalizzato ad arricchire la collezione del Museo.

Il Recupero
Tirato in secca il giorno 13 dai Vigili del Fuoco, grazie all’utilizzo di un piccolo rimorchiatore venne successivamente trainato con un cavo fissato alla coda fino al porto di Salerno. Qui fu ormeggiato “come una nave” alla banchina. Il giorno dopo il cetaceo fu sollevato da una biga e poggiato su una bettolina. Dopo una giornata di esposizione al pubblico, a favore delle locali opere di carità, la bettolina fu rimorchiata in una zona più tranquilla dove poterono iniziare le operazioni di eviscerazione e di scarnificazione, che durarono tre giorni e furono condotte dagli operai del posto. I tronconi dello scheletro furono caricati su un carro e trasportati al Museo di Roma per la preparazione dell’intero scheletro .

Tamino “immortalò” la scena del recupero in un suo dipinto.

La Balena è stata montata ed esposta in una grande sala del Museo (Sala della Balena) negli anni 90’ grazie all’impegno e alla passione dei conservatori Rossella Carlini e Vincenzo Vomero, con la collaborazione dei tassidermisti Maurizio Gattabria e Gianni Marangoni e di tutto staff scientifico.

 

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Dettagli

Luogo:
Pagina Facebook Museo Civico di Zoologia
Altro:
Testo dii Rossella Carlini

Organizzatore

#laculturaincasa
Sito web:
https://www.facebook.com/MuseoCivicoZoologia/