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Notizie

Eastonia rugosa: una specie ricomparsa?

Eastonia rugosa (Helbling, 1779) è un mollusco della classe Bivalvi appartenente alla famiglia Mactridae. Vive principalmente sulle coste nordafricane a partire dal Senegal per poi risalire l’Oceano Atlantico verso nord, fino al sud del Portogallo. Attraverso lo stretto di Gibilterra si è largamente diffusa nelle coste di Marocco, Algeria e Tunisia, quindi dalla Spagna meridionale fino alle isole Baleari.

In Italia è sempre stata abbondante in Sicilia, mentre la sua distribuzione lungo la penisola è alquanto incerta. I dati relativi alla sua presenza sono piuttosto generici e fanno ritenere che la specie fosse vissuta anticamente nel Tirreno centrale, con precisione nel post-pliocene (circa 2,5 milioni di anni fa) e che in tempi recenti Eastonia rugosa fosse scomparsa.

Intorno alla fine del 1800, il malacologo Romolo Meli annunciò il ritrovamento di due valve (conservate nella collezione del Museo) ad Anzio e Foglino (Nettuno) e di qualche altro esemplare nella zona di Civitavecchia, ma l’assenza di reperti vivi o di conchiglie con presenza di parti molli indusse lo studioso a scrivere nella sua pubblicazione: “… presenza di tale specie nel nostro litorale, la quale sarebbe rara e forse in via di scomparire da questa costa”.

Tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio Eastonia rugosa ricompare sulle coste laziali con nuovi rinvenimenti, in particolare nella zona compresa tra Torre Astura (Nettuno), Palo laziale (Ladispoli), Torre Flavia (Cerveteri) e, successivamente (2007), a Tarquinia e in Toscana. Oggi la specie sembra essere di nuovo in espansione e sulle battigie del litorale laziale si possono trovare spesso migliaia di queste conchiglie bianche, la cui presenza potrebbe essere imputabile ad un aumento della temperatura dell’acqua.

Al Museo Civico di Zoologia sono attualmente esposte alcune valve provenienti da Palo Laziale, tra cui una di notevoli dimensioni (69 mm) ed un esemplare con il legamento intatto.