Notizie
Carnevale 2012 al Museo di Zoologia
SABATO 18 FEBBRAIO, in occasione del Carnevale, il Museo Civico di Zoologia ospiterà due eventi straordinari.
Nel pomeriggio, a partire dalle ore 14.00, IL CARNEVALE DEGLI ANIMALI, un'insolita festa in compagnia delle maschere animali, dedicata ai bambini dai 5 agli 8 anni.
In serata - e per tutta la notte - UN MUSEO DA PAURA - LA MASCHERA NASCOSTA, un'emozionante avventura notturna, per i bambini dai 9 ai 12 anni, che si sfideranno all'interno delle sale del museo risolvendo enigmi e terrificanti misteri.
Iscrizioni aperte dal 31 gennaio 2012
Si ricorda che per tutte le attività è obbligatoria la prenotazione telefonica. Per maggiori informazioni anche su costi e orari, consultare la pagina dedicata all'evento.
Fukomys ilariae: il ratto-talpa "scoperto" al Museo di Zoologia
Conservato fra le collezioni del Museo Civico di Zoologia di Roma da quasi un secolo, da poche settimane è stato identificato come nuova specie.
Questo ratto-talpa somalo fa parte della famiglia Bathyergidae e, come spesso avveniva ai tempi delle colonie, fu portato nel nostro paese da un ufficiale italiano di stanza a Mogadiscio, durante il primo periodo di occupazione.
L'esemplare, esposto al pubblico per circa settanta anni, era stato classificato in modo diverso e solo a seguito di una revisione delle collezioni voluta dal Museo, si è scoperto che si trattava di una specie nuova.
I due scienziati a cui si deve questa scoperta sono lo zoologo Spartaco Gippoliti e il ricercatore del Cnr Giovanni Amori - specialisti del Rodents Specialist Group dell' IUCN - che si sono resi conto di quanto l'animale fosse diverso da tutte le specie finora conosciute e hanno deciso di studiarlo.
Si tratta di uno strano topo dal colore marrone chiaro, con un'ampia zona bianca sul dorso, che si biforca leggermente a "V" in prossimità della zona caudale e che vive (o viveva?) in Somalia, molto vicino a Mogadiscio. I due studiosi si sono confrontati con diversi colleghi in giro per il mondo, hanno setacciato il museo di Storia naturale di New York alla ricerca di specie simili e hanno infine concluso che un roditore con quel pattern di colore sul dorso e con quel tipo di unghie non era mai stato catalogato. Oltre alla particolare colorazione, questo ratto-talpa presenta infatti unghie corte e ricurve, molto diverse da quelle dei suoi "cugini" che hanno unghie dritte a paletta per scavare gallerie sotterranee, e questo fa pensare che non sia un animale specializzato nello scavo, ma che possa vivere principalmente sulle rocce. Sebbene manchino il cranio dell'animale e le analisi del Dna, lo zoologo Gippoliti non esclude che possa addirittura trattarsi di un genere nuovo; eventualità piuttosto difficile da verificare, visto che da ormai vent'anni la Somalia è in uno stato di guerra civile quasi permanente. La speranza è che, dopo la pubblicazione sulla rivista Zootaxa, qualcuno in Somalia si metta sulle tracce di altri esemplari simili.
Quanto al nome dato alla nuova specie, i due studiosi l'hanno chiamata Fukomysi ilariae, in onore della giornalista del Tg3 Ilaria Alpi, assassinata in Somalia nel 1994 insieme all'operatore Miran Hrovatin. "Ci piaceva il collegamento tra italiani vissuti in Somalia in due epoche diverse, come l'ufficiale dell'esercito che spedì l'animale e la nostra giornalista", hanno spiegato Amori e Gippoliti. "E' un tributo doveroso verso una persona che credeva profondamente nel suo lavoro. Così come noi zoologi, che andiamo alla ricerca della vita sulla Terra con passione e senza molti riconoscimenti".
Le novità del Museo: "Eastonia rugosa"... una specie ricomparsa?
Si chiama Eastonia rugosa (Helbling, 1779) la novità del Museo Civico di Zoologia: un mollusco della classe dei Bivalvi appartenente alla famiglia delle Mactridae. Eastonia rugosa vive principalmente sulle coste nordafricane a partire dal Senegal per poi risalire l'Oceano Atlantico verso nord fino al sud del Portogallo. Attraverso lo stretto di Gibilterra si è largamente diffusa sulle coste di Marocco, Algeria e Tunisia, quindi dalla Spagna meridionale fino alle isole Baleari.
In Italia è sempre stata abbondante in Sicilia, mentre la sua distribuzione lungo lo stivale è alquanto incerta. I dati sulla sua presenza sono infatti piuttosto generici e fanno ritenere che Eastonia rugosa fosse assente in tempi recenti, mentre diversi fossili indicherebbero che la specie sia vissuta anticamente nel Tirreno centrale, con precisione nel post-pliocene (circa 2,5 milioni di anni fa).
Romolo Meli intorno alla fine dell'800 annunciò il ritrovamento di due valve (presenti nella collezione del Museo) ad Anzio e Foglino (Nettuno) e di qualche altro esemplare nella zona di Civitavecchia, ma l'assenza di reperti vivi o con presenza di parti molli indusse lo studioso a scrivere nella sua pubblicazione:... presenza di tale specie nel nostro litorale, la quale sarebbe rara e forse in via di scomparire da questa costa.
Tra la fine degli anni '90 e l'inizio del nuovo millennio Eastonia rugosa ricompare sulle coste laziali con nuovi rinvenimenti, in particolare nella zona compresa tra Torre Astura (Nettuno), Palo laziale (Ladispoli), Torre Flavia (Cerveteri) e successivamente (2007) con diversi reperti sulle spiagge di Tarquinia ed in Toscana.
Oggi la specie sembra essere di nuovo in espansione e sulle battigie del litorale laziale si possono trovare spesso migliaia di queste belle conchiglie bianche, la cui presenza potrebbe essere imputabile ad un aumento della temperatura dell'acqua.
Al Museo Civico di Zoologia sono attualmente esposte alcune valve provenienti da Palo Laziale (Ladispoli) tra cui una di notevoli dimensioni (69mm) ed un esemplare con il legamento intatto.
"Agrotis proverai": una nuova specie di farfalla notturna scoperta sul Gran Sasso
Il Gran Sasso d'Italia, la montagna simbolo della catena appenninica, non finisce di stupire e regala a tutti gli appassionati di natura una nuova specie di farfalla notturna, che gli scopritori hanno battezzato col nome di Agrotis proverai. La prima individuazione della popolazione della specie si deve infatti alle iniziali ricerche di Pietro Provera, un entomologo romano che, assieme al collega Carlo Prola, condusse esplorazioni sistematiche sulle farfalle notturne delle alte quote dell'Appennino Centrale. La nuova specie, che soltanto ora ha trovato la sua giusta collocazione in seguito alle indagini di un team di ricerca internazionale che comprende il Museo Civico di Zoologia di Roma, fa parte di un gruppo di entità euroasiatiche proprie delle zone alto-montane e dimostra il ruolo del massiccio come rifugio per elementi tipici di climi freddi.
Graduatoria finale bando 2010
Pubblicati, all'interno, il Verbale di gara e la Graduatoria relativi all'Avviso Pubblico per l'affidamento di tredici incarichi di collaborazione occasionale per la cura, salvaguardia e gestione delle collezioni naturalistiche del Museo Civico di Zoologia.
Saltafango, sistematica e musica rock...
...un'interessante e preziosa acquisizione per la collezione di Pesci ossei del Museo Civico di Zoologia.
L'anno nuovo è appena iniziato e al museo ci sono nuovi e interessanti arrivi. Si tratta in particolare di alcune specie di pesci ossei della Famiglia dei Gobidi - note genericamente con il nome di saltafango – provenienti dalla Papua Nuova Guinea e che vanno ad impreziosire la collezione ittiologica del museo.
Leggi l'intero articolo nella pagina delle collezioni.
L'Alca Impenne dà il benvenuto ai visitatori del Museo
In attesa del 2010, Anno internazionale della Biodiversità, il Museo Civico di Zoologia ha inaugurato il suo nuovo ingresso; nell'occasione, è stata scoperta al pubblico una splendida scultura in bronzo, alta circa due metri, che rappresenta l'Alca Impenne, un uccello estinto nel 1844 a causa dell'uomo. L'opera vuole essere il simbolo di tutte le forme viventi, animali o vegetali, di grandi o piccole dimensioni, che scompaiono dalla terra a causa delle azioni umane ed è stata scelta soprattutto perché possa rappresentare un monito per le nuove e future generazioni; solo conservando la memoria delle specie che abbiamo già perduto, infatti, si potrà fare qualcosa per evitare il ripetersi di queste estinzioni.
L'idea della scultura è nata nel 2005 dalla collaborazione con l'artista statunitense Todd McGrain, durante il suo semestre di insegnamento presso la sede romana della Cornell University.
McGrain, ideatore del Lost Bird Project, una ricerca artistica sulle specie di uccelli estinti in Nord America, ha lavorato per mesi sul nostro esemplare di Alca impenne ottimamente conservato e ha successivamente realizzato la splendida opera in bronzo, attualmente esposta all'ingresso del Museo. Per saperne di più sull'artista: www.toddmcgrain.com





