Testuggini di terra e d'acqua
Incontro con Claudia Corti e Massimo Capula
Chi ne ha una in casa o nel giardino sostiene che sia un animale intelligente e in grado di affezionarsi al proprio padrone, come un cagnolino o come un gatto, e che sia addirittura in grado di riconoscere le persone. Del resto, di tempo per apprendere e fare esperienza ne ha sicuramente molto, perché anche una comune testuggine di terra può vivere cinquanta, sessanta e perfino settanta anni!
Le testuggini sono certamente animali particolari, come è testimoniato dal fatto che si tratta degli unici rettili visti con simpatia dagli esseri umani. Oggi però, a causa soprattutto del commercio e del crescente prelievo dalla natura, molte specie di tartarughe e testuggini sono a rischio di estinzione, e vengono per questo tutelate da alcune direttive europee e dalla Convenzione Internazionale di Washington (CITES), che regolamenta il commercio delle specie minacciate.
Le testuggini terrestri e palustri, così come le tartarughe marine, vivono all'interno di una vera e propria "scatola". La prerogativa morfologica più nota di questi rettili è infatti quella di essere caratterizzati da un robusto guscio osseo - dentro al quale si trova la maggior parte del corpo - che non si osserva in nessun altro vertebrato vivente. Claudia Corti, zoologa del Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze, e Massimo Capula, zoologo e curatore delle collezioni erpetologiche del Museo Civico di Zoologia di Roma, illustreranno vari aspetti concernenti la storia naturale, le caratteristiche morfologiche e l'ecologia delle testuggini, mettendo in evidenza nel contempo l'importanza di questi rettili "corazzati" nella storia dei vertebrati terrestri. Verranno inoltre trattati i temi relativi alla rarefazione e ai problemi di conservazione delle testuggini terrestri e palustri, prendendo in considerazione soprattutto le specie che vivono nel nostro Paese.
Claudia Corti è laureata in Scienze Biologiche e lavora presso la Sezione di Zoologia "La Specola" del Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze come Curatore della Collezione delle Cere Anatomiche e degli Strumenti Antichi nonché delle Mostre Temporanee. Per quanto concerne l'attività di ricerca si occupa di vari aspetti dell'erpetologia, sia applicata sia di base, in ambito nazionale e internazionale. In particolare, da oltre trent'anni, studia le popolazioni di Anfibi e Rettili delle isole del Mediterraneo. Si è occupata del Laboratorio di Biologia Sperimentale 1 (Anatomia Comparata) per la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell'Università di Firenze, ha tenuto seminari per il Corso di Zoologia dei Vertebrati, per enti e istituzioni nazionali e per corsi di perfezionamento e di Master. Ha seguito sia tesi di laurea sia di dottorato. È membro della Societas Herpetological Italica; Societas Europaea Herpetologica (Presidente); Arbeitsgemeinschaft Lacertiden in der DGHT; Society for the Study of Amphibians and Reptiles, USA. È Research Associate e Honorary Fellow della California Academy of Sciences, San Francisco, California, USA e Assessor della IUCN – The World Conservation Union, per l'erpetologia dell'Area Mediterranea. Fra il 2007 e il 2011 ha realizzato e curato ben 10 volumi dedicati alla Storia naturale, in particolare ad anfibi e rettili.
Massimo Capula coltiva sin da bambino un eccessivo interesse per i rettili e, più in generale, per tutti i vertebrati a sangue freddo. Dopo aver conseguito una brillante licenza liceale, persegue il malsano intento di laurearsi in Scienze Biologiche e, dopo strenui tentativi, riesce nell'ardua impresa, ottenendo addirittura un diploma cum laude. Non contento delle notti insonni passate sui libri per superare gli esami e conseguire la laurea, tenta successivamente il concorso nazionale per accedere alla scuola di dottorato di ricerca dell'Università di Bologna e, inopinatamente, riesce a vincerlo, cosa che gli consente di fregiarsi tutt'ora del titolo di Dottore di Ricerca in Biologia Animale. Completata la collezione dei titoli accademici decide finalmente di pensare all'automantenimento. Dopo vari e
infruttuosi tentativi approda finalmente alla meta agognata, vincendo un concorso da Funzionario Zoologo presso il Museo Civico di Zoologia bandito dal Comune di Roma. Anche in età adulta ha creduto opportuno continuare a gestire in modo inconsueto il suo tempo mediante la partecipazione a innumerevoli congressi e la pubblicazione di centinaia di farraginosi articoli scientifici, di pleonastici articoli di divulgazione naturalistica e persino di alcuni libri, che comunque non hanno mai scalato alcuna classifica vendite. E' peraltro co-editor della rivista zoologica "Aldrovandia" (Bollettino del Museo Civico di Zoologia di Roma) e del volume della Fauna d'Italia dedicato ai Rettili, nonché membro del Comitato Scientifico del World Wildlife Fund Italia, consulente scientifico per la zoologia del periodico National Geographic Italia e membro di varietà società zoologiche nazionali ed internazionali.












