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Il rapporto uomo-natura al tempo dell’antica Roma. Conferenza a cura di Gloria Svampa

20 aprile, 18:00 - 20:00
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Gli animali entrano nella storia di Roma sin dal momento delle sue leggendarie origini, quando i gemelli Romolo e Remo, a cui si attribuisce la fondazione della città, abbandonati in una cesta sulle rive del fiume Tevere, riescono a sopravvivere grazie alle cure di una lupa. A quel tempo il rapporto dell’uomo con gli altri animali era certamente più stretto che non oggi. Le aree antropizzate erano ancora piuttosto limitate e la campagna coltivata s’inseriva quasi in continuum con la natura selvaggia, offrendo frequenti opportunità di interazione.
I romani amavano circondarsi di animali, delle cui abitudini erano curiosi, che allevavano nei vivaria o che tenevano in casa e verso i quali provavano sentimenti non distanti da quelli dei giorni nostri. Nel 10 a.C. l’imperatore Ottaviano Augusto definiva la sua gatta dal pelo lungo e dagli occhi gialli, pari a lui come agli Dei, “la più intima anima della sua vecchiaia” e dotata di un amore per lui “sgombro da pensieri ossessivi, che non accetta obblighi più del dovuto”.
Acuti osservatori della natura, i romani ci hanno lasciato meravigliose rappresentazioni di specie esotiche nei mosaici che adornavano le loro abitazioni, ma non solo. E’ un latino, Plinio il Vecchio, a pubblicare nel 77 d.C. la prima Enciclopedia della natura. Un’opera composta da ben 37 volumi, tuttora considerata un’importante testimonianza delle conoscenze scientifiche dell’antichità. L’allevamento di animali a fini alimentari o per gli spettacoli circensi conduce alle prime, importanti conoscenze sulle tecniche di mantenimento delle specie selvatiche. L’approccio degli antichi romani nei confronti della natura è comunque nettamente antropocentrico. Inoltre, l’impero romano segna l’inizio di un lungo periodo di sconsiderato consumo della natura, di quello “sviluppo insostenibile” che costituisce la causa principale della scomparsa di molte specie animali e vegetali e la distruzione degli ambienti naturali, con danno incommensurabile per la nostra e le future generazioni.
Un esempio e un monito, su cui il Museo Civico di Zoologia vuole aprire un’approfondita riflessione.

Dettagli

Luogo:
Museo Civico di Zoologia
Orari e partecipanti:
Inizio ore 18.00
Costo e prenotazione:
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Prenotazione obbligatoria - Tel: 060608 - Email: info@060608.it
Altro:
Promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura

Organizzatore

Sovrintendenza Capitolina in collaborazione con Zètema Progetto Cultura
Telefono:
060608
Sito web:
https://www.museiincomuneroma.it