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Museo

Sale Arrigoni degli Oddi

Il Museo ha dedicato due sale storiche al padre dell’ornitologia italiana, il Conte Ettore Arrigoni degli Oddi. La sua preziosa collezione di uccelli, donata al Museo nel 1937, costituisce la più importante raccolta ornitologica d’Italia.

Le sale mantengono volutamente lo stile del museo ottocentesco, con vetrine ricche di animali corredati dai cartellini di identificazione e provenienza. Le vetrine storiche sono state recentemente affiancate da altre in stile moderno. Queste sono dedicate al personaggio del Conte e all’ornitologia, intesa come scienza ma anche come passione, rendendo l’esposizione adatta a tutti i tipi di pubblico.

Nella prima sala, all’interno di antiche cassettiere, sono conservati gli oltre 8000 reperti in pelle della collezione; alcuni cassetti sono aperti per consentire al pubblico di ammirare gli esemplari di questa preziosa raccolta, che costituisce per gli ornitologi di tutto il mondo un importante materiale da studio.

Nella seconda sala, che ospita gli esemplari naturalizzati, è da segnalare la collezione di grandi rapaci, tra i quali spicca un bellissimo avvoltoio degli agnelli (Gypaetus barbatus) naturalizzato con le ali spiegate. Si tratta di uno degli ultimi esemplari vissuti in Sardegna, catturato personalmente da Arrigoni durante una spedizione di caccia.

Pannelli e reperti raccontano l’affascinante storia del Conte e le intense attività di raccolta che lo portarono in molti anni a comporre questa preziosa collezione. Interessanti, tra i reperti esposti, alcuni trattati di ornitologia scritti e donati al Museo dallo stesso Arrigoni.

Uno spazio è dedicato anche all’opera di Vittorio Dal Nero, amico fraterno e tassidermista preparatore del Conte, la cui ultima fatica fu quella di mettere in pelle la maggioranza degli esemplari già montati per permettere che venissero donati al Museo.

Infine, per chi volesse dedicarsi all’osservazione degli uccelli, l’esposizione insegna le tecniche e gli strumenti necessari per individuarli e imparare a riconoscerli, diventando col tempo dei veri esperti nel birdwatching.

Sapevi che…

Arrigoni degli Oddi aveva una vera e propria passione per gli ibridi, ovvero per quegli esemplari nati dall’incrocio di due specie diverse, soprattutto tra gli anatidi. Inoltre collezionava uccelli che presentavano delle anomalie del piumaggio, come forme di albinismo più o meno parziale o totale, come nel caso dei merli (Turdus merula) esposti in una delle vetrine della seconda sala.

Arrigoni fu affiancato da un valente preparatore tassidermista, il veronese Vittorio dal Nero (1862-1948), con il quale strinse una profonda amicizia oltre ad una lunga collaborazione che li portò a condividere alcune importanti spedizioni ornitologiche in Sardegna, sulle Alpi e nell’Italia meridionale. Il prodotto di questo sodalizio fu l’importantissima collezione di uccelli europei esposta al Museo. L’amicizia tra Arrigoni e Dal Nero vide solo un’incomprensione alla fine del 1928, in quanto sembra che il noto tassidermista avesse ceduto del materiale al Museo di Storia Naturale di Verona senza prima averlo offerto al Conte. Per questo motivo i due stettero quasi un anno senza rivolgersi la parola.

Carla Marangoni

Carla Marangoni

Curatore uccelli

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