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Museo

Sala di anfibi e rettili

Questa esposizione permette di ammirare alcuni tra i più interessanti esemplari della collezione erpetologica conservata dal Museo. La sala ospita una grande varietà di reperti, tra esemplari naturalizzati di grande realismo, crani e altri reperti ossei che la vestono di un’atmosfera molto suggestiva. Salamandre giganti, serpenti velenosi, colorate lucertole e curiose tartarughe vi conquisteranno con il loro fascino “strisciante”.

Tra i reperti di maggior interesse vi sono due esemplari di salamandra gigante del Giappone (Andrias japonicus), il più grande anfibio attualmente vivente, lo spettacolare carapace di una tartaruga liuto (Dermochelys coriacea), caratterizzato in modo esclusivo da sette creste longitudinali e un bellissimo esemplare di eloderma sospetto (Heloderma suspectum), una lucertola dal corpo massiccio e la colorazione vistosa.

Ricordiamo inoltre due reperti eccezionali: il cranio di un labirintodonte, un gigantesco anfibio vissuto nel periodo Permiano (circa 280 milioni di anni fa) da cui si sono evoluti tutti gli anfibi e i rettili moderni e un esemplare di tuatara (Sphenodon punctatus), unico rappresentante vivente dei rettili rincocefali. I tuatara conservano ancora le caratteristiche molto primitive di questo gruppo, estinto da circa 60 milioni di anni e sono pertanto considerati dei “fossili viventi”.

Sapevi che…

Gli anfibi hanno una pelle molto sottile che permette gli scambi gassosi tra ossigeno e anidride carbonica, coadiuvando i polmoni nella respirazione. La permeabilità della pelle rende questi animali molto vulnerabili all’inquinamento ambientale.

Gli elodermi sono le uniche lucertole velenose attualmente conosciute. Il veleno, iniettato con il morso, non è mortale per l’uomo. Secondo studi recenti, un veleno molto debole sarebbe prodotto anche dai varani.

La tartaruga liuto è una specie marina. Il suo guscio, modificato per facilitare il nuoto, è formato da tante piccole placche ossee disposte a mosaico ed è attraversato da sette creste longitudinali, che lo rendono più leggero e maggiormente idrodinamico.

I tuatara conservano alcune caratteristiche molto primitive come l’assenza di un canale uditivo e l’assenza di organo copulatore nel maschio, per questo sono considerati dei “fossili viventi”.

Massimo Capula

Massimo Capula

Curatore pesci, anfibi e rettili

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