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Laboratorio di Tassidermia
I tassidermisti dicono che quando un animale muore e niente di lui viene conservato, muore due volte, e la seconda è per sempre.
Tutte le spoglie degli animali selvatici deceduto per incidenti o malattie rinvenuti sul territorio e donati al Museo da Associazioni come il WWF, la LIPU, da Parchi Naturali, dal Corpo Forestale dello Stato od anche da privati cittadini, vengono trattate con una tecnica definita "tassidermia", dalle parole greche taxis e derma, che significano "mettere in posizione la pelle".
Infatti, è la sola pelle con il proprio pelo, le penne o le squame che, dopo un trattamento conciante, viene posizionata su un manichino artificiale, ricostruito seguendo fedelmente le forme dell'animale.
Con questo procedimento di base si preparano le cosiddette "pelli da studio", essenzialmente allo scopo di preservare nel tempo il materiale biologico e mantenerlo a disposizione degli scienziati per le loro ricerche.
Una evoluzione di questo procedimento di base è la "naturalizzazione", tecnica più complessa necessaria per dare un atteggiamento "naturale" all'esemplare che verrà esposto nel Museo per meglio spiegare i concetti ed accendere curiosità ed interesse laddove parole scritte ed immagini non possono arrivare.
Nella tassidermia moderna la conoscenza dell'anatomia e dell'etologia degli animali, l'uso di materiali sempre più adeguati, la cura nei particolari e una sensibilità artistica concorrono alla realizzazione di preparati scientificamente corretti e di grande livello estetico.