Collezioni batracologiche ed erpetologiche
Gruppo tassonomico Classe Anfibi, Classe Rettili Numero di esemplari 6.500 circa Provenienza Tutte le regioni italiane e vari paesi in tutti i cinque continenti Data di acquisizione Dalla seconda metà dell'Ottocento ad oggi Informazioni sulla conservazione Le collezioni sono composte sia da animali conservati in liquido, sia da preparati tassidermizzati (preparazioni da ostensione). Stato di conservazione Buono
Introduzione
L'attuale collezione storica degli Anfibi e Rettili del Museo Civico di Zoologia di Roma è ciò che rimane di una raccolta di ben maggiori proporzioni risalente in larga parte ad un periodo che va dalla fine del1'800 ai primi anni del 1900. Tale periodo, che vide l'avvento di Antonio Carruccio alla direzione dell'Istituto e Museo zoologico universitario, fu un periodo assai fecondo per l'erpetologia di Roma e del Lazio. Grazie al grande impegno profuso da Carruccio tra il 1887 e il 1914, alle raccolte da lui svolte in ambito cittadino e regionale e alle missioni effettuate da vari zoologi della scuola erpetologica romana dell'epoca in Asia e in Africa, la collezione erpetologica raggiunse infatti dimensioni cospicue e fu possibile preparare nuovi allestimenti nelle Sale romane nel museo di allora. Dopo Carruccio, che lasciò la direzione del Museo per raggiunti limiti di età nel 1914, iniziò purtroppo per le collezioni erpetologiche un lungo periodo di decadenza, durato quasi cinquanta anni (1932-1980), nel corso del quale la maggior parte dei reperti andarono perduti o subirono danni irreparabili per incuria.
Oltre alla collezione "storica", che consta principalmente di materiale in liquido e, in minima parte, di esemplari preparati a secco, nel Museo sono attualmente conservate anche la notevole collezione di Anfibi e Rettili dell'Istituto di Zoologia "F. Raffaele" dell'Università La Sapienza di Roma, e le collezioni donate da due ricercatori ed erpetologi romani: si tratta della collezione erpetologica "Massimo Capula" e della collezione erpetologica "Claudio Bagnoli".
Da alcuni anni a questa parte è in corso un'opera di completa revisione, riordino, restauro, catalogazione e informatizzazione di tutte le collezioni di Anfibi e Rettili presenti nel Museo, per le quali è prevista un’utilizzazione a fini prevalenti di studio e ricerca e una collocazione definitiva nei nuovi locali del grande caveau sotterraneo che verrà appositamente costruito nel piazzale antistante il Museo di Zoologia.
La collezione storica
La collezione storica del Museo nel corso del '900 ha purtroppo perso buona parte dei suoi effettivi per i motivi ricordati in precedenza. Della originaria, ricca collezione messa in piedi da Carruccio nei primi del '900 rimangono oggi circa 150 esemplari di Anfibi e poco più di 620 esemplari di Rettili. Una cinquantina di esemplari di Rettili e un solo Anfibio sono preparati a secco, mentre tutti gli altri esemplari sono conservati in liquido. Fanno parte di questa collezione sia animali delle vecchie collezioni universitarie raccolti, tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900, da alcuni zoologi (Doria, Filipponi, Mucciarelli, Rudel, De Amezaga, Peracca, Carruccio) in varie località dell'Africa, dell’Asia sudorientale e dell'Italia, sia animali raccolti negli anni '50 e '60 del '900 dagli zoologi Zavattari, Baschieri Salvadori e Bronzini in Africa e in America meridionale. E' poi presente un discreto numero di esemplari provenienti dal vecchio Giardino Zoologico di Roma.Tra gli esemplari conservati a secco sono particolarmente interessanti, in chiave eminentemente storica ed etnozoologica, due mummie egizie di giovani esemplari di Coccodrillo del Nilo (Crocodylus niloticus), donate al Museo dalla Regina Elena nel 1933 e provenienti dalla tomba faraonica di Fayoum (Egitto). Sempre tra gli esemplari conservati a secco sono poi da ricordare, per il loro valore storico e come testimonianza dei metodi antichi e moderni della tassidermia zoologica, due grandi esemplari di Testuggine delle Galapagos (Chelonoidis nigra), un esemplare della Testuggine gigante di Aldabra (Dipsochelys cfr. dussumieri), vari esemplari di coccodrilli e alligatori di grandi dimensioni, un Boa constrictor, un grande esemplare di Varano fasciato (Varanus salvator), uno splendido preparato tassidermizzato di Eloderma sospetto (Heloderma suspectum).
Tra gli esemplari conservati in liquido, meritano di essere ricordati due enormi esemplari della rara Salamandra gigante del Giappone (Andrias japonicus), e due esemplari adulti di Salamandra pezzata (Salamandra salamandra), raccolti nel 1891 nell'Agro Romano; questi ultimi rappresentano una preziosa testimonianza storica e indicano che questa specie, oggi assai rara e localizzata nel Lazio, ancora 100 anni fa aveva una diffusione ben più ampia di quella attuale. Un cenno a parte merita, per il suo carattere di eccezionalità, un barattolo in vetro contenente un Biacco adulto (Hierophis virdiflavus) che ingoia un suo simile.
La collezione dell’ex Istituto di Zoologia "F. Raffaele" dell'Università La Sapienza di Roma e le collezioni Capula e Bagnoli
Questa collezione consta esclusivamente di animali conservati in liquido e rappresenta un'acquisizione recente (2007-2008) del Museo. Si tratta di una grande collezione di studio, estremamente importante dal punto di vista scientifico, che si è andata aggregando nell'ex Istituto di Zoologia dell'Università La Sapienza di Roma a partire dagli anni '60 del '900. Si compone di circa 2.100 esemplari di Anfibi e di circa 2.300 esemplari di Rettili, raccolti - soprattutto da erpetologi e zoologi operanti a Roma - prevalentemente in Italia, nell'area mediterranea, nel vicino Oriente e in alcuni paesi dell'Africa.
Per quanto riguarda le collezioni donate da ricercatori, la collezione "Capula" consta di circa 150 esemplari di Anfibi e 400 esemplari di Rettili, tutti conservati in liquido, mentre la collezione "Bagnoli" si compone di circa 400 esemplari di Anfibi e 300 esemplari di Rettili; anche in questo caso i reperti sono tutti conservati in liquido.






