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Collezioni osteologiche

Un imponente patrimonio scientifico è costituito dalla collezione osteologica particolarmente significativa sia per il numero di esemplari presenti sia per la sua importanza museologica che la rendono unica nel suo genere in Italia e un riferimento a livello internazionale.
La storia della collezione è legata alla storia e alle lunghe vicissitudini che hanno accompagnato il Museo di Zoologia di Roma nato nel 1932 all'interno del Giardino Zoologico.
I reperti osteologici, provenienti (1800 inizi 1900) dall'Istituto di Zoologia dell'Università "La Sapienza" di Roma ed in gran parte da esemplari deceduti nell'ex Giardino Zoologico (dal 1932), sono attualmente in continuo incremento per l'attività di recupero di fauna selvatica nel Territorio.
I vari trasferimenti subiti dalla collezione in strutture e locali più o meno idonei, avvenuti in passato in situazioni precarie con scarsità di personale specializzato e la mancanza di un criterio sistematico e di un corretto metodo catalogazione, hanno determinato un notevole lavoro di restauro ancora in corso.
La collezione osteologica, per lo più crani di Rettili, Uccelli, Mammiferi per un totale di circa 1.600 esemplari è stata recentemente arricchita con una collezione di Micromammiferi denominata Collezione Microteriologica di Longino Contoli.

La collezione osteologica dei Primati (180 esemplari), tra le più importanti in Italia, merita un'attenzione particolare. L'attualità ed il valore della collezione sono evidenti poiché le specie presenti, inserite nei programmi di conservazione internazionali, quali le liste CITES per la tutela e la salvaguardia delle specie selvatiche, appartengono a specie minacciate ed a rischio di estinzione.
Un catalogo fotografico digitale è stato realizzato per permettere ai vari ricercatori del settore di aver a disposizione un rilevante materiale su cui poter effettuare le loro ricerche anche a distanza, i cui risultati potranno essere utilizzati anche nei programmi di conservazione di queste specie.

La Collezione dei Cetacei, in continuo incremento, proviene da numerosi recuperi di cetacei spiaggiati lungo le nostre coste e costituisce un importante patrimonio scientifico ed una preziosa documentazione della Cetofauna Mediterranea.
La revisione degli esemplari ha consentito di individuare 2 fasi di più intensa attività: dal 1952 al 1959 e dal 1985 ad oggi.
Dal 1952 al 1959 l'interesse e la passione per i Cetacei, dell'allora Conservatore del Museo di Zoologia Dr. Tamino, costituirono le basi della tradizione cetologica del Museo di Roma che si arricchì in pochi anni di una notevole raccolta di specie mediterranee.
Dal 1985 il Museo, in collaborazione con il Centro Studi Cetacei, un'organizzazione che ha lo scopo di promuovere programmi di ricerca a livello nazionale in tale settore, è impegnato in un'attività di ricognizione e recupero dei Cetacei spiaggiati lungo le coste laziali al fine di accrescere la sua collezione ed approfondire le conoscenze scientifiche dei Cetacei nei nostri mari.
La collezione inoltre rappresenta una valida testimonianza della diminuzione della popolazione di Delphinus delphis (Delfino comune) nei nostri mari, la specie più comune fino agli anni 60 e dell'aumento diStenella coeruleoalba, la specie diventata più frequente nel Mediterraneo.
Questo dato è confermato anche dalle collezioni cetologiche presenti negli altri musei.
Un'attenzione particolare merita la Balaenoptera acutorostrata, ormai rara, recuperata nel 1899 quando il Museo era ancora alle dipendenze della Regia Università sotto la Direzione del Prof. A. Carruccio (1870-1932) e comprendeva le collezioni dell'antico Museo Anatomico da cui ebbe origine.