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Scienza

Recupero di vertebrati marini spiaggiati sulle coste del Lazio

Negli ultimi decenni si è assistito ad un crescente interesse da parte dell’opinione pubblica e dei principali mezzi di comunicazione nei riguardi di alcuni vertebrati marini minacciati di estinzione e attualmente protetti, in particolare la Tartaruga comune (Caretta caretta) e alcuni grandi cetacei come la Balenottera comune (Balaenoptera physalus), il Capodoglio (Physeter macrocephalus), il Globicefalo (Globicephala melas) e la Stenella (Stenella coeruleoalba) appartenente all’ordine dei delfinidi.

Esemplari spiaggiati di queste specie si rinvengono occasionalmente lungo le coste tirreniche e, non di rado, anche lungo le aree costiere del Lazio. Attualmente alcune associazioni naturalistiche e alcuni centri che operano nella Regione Lazio si occupano del recupero e della salvaguardia degli esemplari che vengono rinvenuti ancora in vita. Tuttavia queste associazioni operano quasi sempre in modo autonomo e senza un coordinamento da parte di un’organizzazione scientifica istituzionale. Inoltre, malgrado il grande interesse scientifico e conservazionistico, la maggior parte delle tartarughe marine e dei cetacei spiaggiati privi di vita non vengono recuperati per il successivo inserimento all’interno di collezioni museali e quasi sempre di questi esemplari va perso purtroppo ogni riferimento, dal momento che di norma non vengono registrati e conservati i dati relativi ai singoli reperti (come la data dell’osservazione, il nome della specie, il sesso, l’età, le possibili cause di morte, etc.).

Alla luce di queste importanti considerazioni, il Museo Civico di Zoologia ha promosso nel 2015 un Progetto di conservazione e recupero di vertebrati marini spiaggiati lungo le coste laziali e, insieme agli enti istituzionali competenti che presidiano il territorio regionale (Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, Capitanerie di Porto), ha iniziato un puntuale lavoro di rilevamento e registrazione dei dati relativi ad ogni esemplare di rettile (tartarughe marine) o mammifero (Cetacei) di cui si abbia notizia di spiaggiamento. Il Museo, grazie alle competenze di alcuni zoologi e tassidermisti del proprio staff, rappresenta il centro di recupero faunistico museale (CRFM) e anche il centro di coordinamento delle operazioni. A seguito della segnalazione dell’evento relativo al rinvenimento di un esemplare spiaggiato deceduto da parte delle autorità competenti (Carabinieri, Polizia, Capitanerie di Porto, Guardiaparco, Vigili del Fuoco) o di privati cittadini, il responsabile del CRFM segnala alla AUSL di competenza la notizia dello spiaggiamento. Successivamente, un veterinario individuato dalla AUSL competente per il territorio accerta le possibili cause di morte e procede all’autorizzazione del recupero e all’invio dell’animale spiaggiato all’Istituto Zooprofilattico del Lazio e della Toscana per l’autopsia e per altre eventuali analisi (parassiti, sangue, alimenti ingeriti, etc.). Dopo lo svolgimento dell’autopsia l’animale (o parte di esso se le dimensioni o altri motivi non consentono il trasporto in toto) viene prelevato dal tassidermista del CRFM e portato al Museo. Un lavoro che, oltre ad impedire la perdita di dati di grande valore scientifico andrà ad incrementare le collezioni zoologiche con un nuovo reperto.

Tutti i dati (specie, sesso, età, dimensioni, colorazione, causa di morte, data e località dello spiaggiamento) relativi ad ogni esemplare recuperato e conservato nel museo sono successivamente registrati in un apposito database elettronico gestito all’interno del CRFM dal registrar e dallo zoologo responsabile.

Museo Civico di Zoologia

Via Ulisse Aldrovandi, 18
00197 Roma

+39 0667109270
+39 060608
info@museodizoologia.it

9:00 - 19:00
Chiuso il lunedì