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Scienza

Collezioni ornitologiche

Le collezioni ornitologiche del Museo Civico di Zoologia contano circa 16.000 esemplari raccolti in Italia e in varie regioni del mondo. Comprendono tutti gli ordini di uccelli e 9 esemplari tipici, appartenenti alla collezione Arrigoni degli Oddi. Le raccolte provengono in parte dalle antiche collezioni della Regia Università di Roma, in parte da acquisizioni fatte successivamente al 1932, anno di fondazione del Museo.

Collezioni universitarie

Le collezioni della Regia Università comprendono alcune raccolte appartenute all’Archiginnasio Pontificio, tra cui la collezione Lezzani, risalenti ai primi dell’Ottocento, ma sono in gran parte formate dalle raccolte realizzate sotto la guida di Antonio Carruccio (1837-1923), direttore del Museo Universitario dal 1883 al 1914. Al Carruccio va il merito di aver composto un’importante collezione di uccelli appartenenti alla fauna locale, la cosiddetta collezione romana, e di aver incrementato la collezione generale del Museo, comprendente reperti di varia provenienza geografica.

Sotto la direzione di Carruccio il Museo divenne un punto di riferimento per i naturalisti dell’area romana, in particolare per molti appassionati di ornitologia tra cui il principe Aldobrandini, il Conte Guido Di Carpegna, il Marchese Patrizi e il Principe Chigi Della Rovere. Tutto ciò portò alla creazione ex novo di una raccolta di uccelli provenienti dalla Campagna Romana: in pochi anni furono acquisiti più di 1500 esemplari raccolti nella provincia di Roma, con specie che hanno oggi un grande interesse storico-scientifico in quanto permettono di ricostruire la biodiversità dell’avifauna locale. Di notevole importanza sono ad esempio i chiurlottelli (Numenius tenuirostris), l’aquila anatraia maggiore (Clanga clanga) della Magliana, le aquile reali (Aquila chrysaetos) del Monte Cavo, le galline prataiole (Tetrax tetrax) e il pollo sultano (Porphyrio porphyrio) di Ostia.

Grazie al Carruccio si arricchì anche la raccolta generale con l’acquisizione di reperti da viaggi di esplorazione, come quelli di Carlo De Amezaga (1835-1899), primo italiano a compiere nel 1881 la circumnavigazione del globo con la corvetta “Caracciolo”, quelli in Africa orientale di Orazio Antinori (1811-1882), famoso ornitologo e naturalista e di Leopoldo Traversi (1856-1949), ufficiale medico ed esploratore. Attualmente, la collezione comprende circa 3000 reperti naturalizzati e circa 500 pelli da studio.

Nel 1892 Carruccio fondò la Società Romana per gli Studi Zoologici. Presidente onorario era il Re Vittorio Emanuele III, che contribuì alle collezioni universitarie con importanti donazioni. Notevoli per il numero e l’importanza scientifica dei reperti sono le raccolte provenienti dal Castello di Moncalieri, come la collezione di colibrì. Dalle collezioni reali provengono inoltre esemplari che costituiscono delle vere rarità, come quattro specie estinte a livello globale: l’alca impenne (Alca impennis), che può essere considerato il migliore esemplare tra quelli conservati nei musei di Torino, Milano, Firenze e Pisa, la colomba migratrice (Ectopistes migratorius), l’huia (Neomorpha gouldi) e il pappagallo del paradiso (Psephotus pulcherrimus). Numerose donazioni vennero fatte anche da altri membri di Casa Savoia, come la Regina Elena, che lasciò al Museo le sue raccolte di caccia e i Principi di Piemonte, che donarono i reperti raccolti nel loro viaggio in Norvegia e nell’isola di Spitzberg a bordo della nave reale “Yela”.

Collezioni Vinci, Giaquinto e Loria

La fondazione del Museo nel 1932, in un’epoca storica di grande interesse per le colonie in Africa, favorì la donazione da parte di privati di importanti collezioni ornitologiche. Notevole è la collezione del Conte Luigi Vinci Gigliucci (1889-1963), Ministro d’Italia in Addis Abeba, che donò al Museo circa 500 uccelli catturati in Etiopia nel periodo compreso tra il 1933 e il 1935. Fino al 2009 questa raccolta era ancora collocata nelle stesse casse di zinco con cui fu spedite in Italia dall’Africa. Grazie ad un progetto per il Servizio Civile Nazionale, gli uccelli sono stati in gran parte restaurati. È in corso la digitalizzazione e la pubblicazione di un catalogo dei reperti.

In quegli stessi anni il patrimonio ornitologico del Museo si arricchì con la donazione di circa 100 esemplari in pelle da parte di Mario Giaquinto Mina, direttore dell’Istituto di Malariologia del Guatemala e appassionato naturalista; altrettanti furono gli esemplari donati da una erede di Lamberto Loria (1855-1913), etnografo ed esploratore italiano che tra il 1889 e il 1896 soggiornò in Nuova Guinea. Le sue ricchissime raccolte naturalistiche ed etnografiche confluirono in alcuni grandi musei italiani. Gran parte delle collezioni è conservata presso il Museo Civico di Storia naturale di Genova. A breve verrà effettuata una revisione di questi esemplari, per appurarne consistenza e stato di conservazione.

Collezione Arrigoni degli Oddi

Nel 1937 fu donata al Museo la collezione del Conte Ettore Arrigoni degli Oddi (1867-1942), considerato da molti il padre dell’ornitologia italiana. Si tratta della più importante raccolta ornitologica del Paese, con materiale di riferimento per qualsiasi lavoro sull’avifauna: si distingue infatti per l’ottimo stato di preparazione e conservazione dei reperti, per le serie di esemplari di una stessa specie e la varietà dei luoghi di raccolta, oltre tutti i dati biologici raccolti nella grande miscellanea messa insieme da questo grande naturalista. Nella collezione sono presenti anche 9 tipi, descritti dallo stesso Arrigoni. La raccolta comprende più di 1500 reperti montati e oltre 8000 pelli, conservate ancora nei cassetti degli armadi originali. È attualmente esposta al pubblico all’interno di due sale dedicate al Conte e all’ornitologia. Arrigoni ha lasciato al Museo anche una collezione di scheletri, oltre a numerose riviste ornitologiche e volumi preziosi. Ad Arrigoni, padre e figlio, sono inoltre da attribuire un centinaio di pelli da studio appartenenti alle collezioni universitarie.

Collezione Chigi della Rovere

Francesco Chigi della Rovere (1881-1953) fu un illustre naturalista, tra i fondatori del Giardino Zoologico di Roma, dell’Osservatorio Ornitologico di Castelfusano e della rivista Rassegna faunistica. I suoi contributi alla conoscenza dell’avifauna romana risalgono ai tempi del Museo Universitario diretto da Antonio Carruccio. Oltre a numerosi articoli di ornitologia, alcuni dei quali pubblicati sul Bollettino della Società Romana di Studi Zoologici, Chigi ha lasciato un ricco patrimonio fotografico documentale, ora conservato presso l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione a Roma, nel quale si possono trovare immagini del litorale laziale, ambiente ideale per lo studio dell’ornitofauna e delle migrazioni. La sua collezione comprende 1617 uccelli montati, tutti provenienti dalla Campagna Romana, oltre a circa 900 pelli provenienti da vari Paesi europei, frutto di scambi con altri raccoglitori. Tra questi vi sono esemplari di specie ormai rare come il chiurlottello (Numenius tenuirostris), ritenuto oggi quasi certamente estinto.

Altre collezioni

Da segnalare una raccolta di 187 esemplari catturati nell’Italia centrale intorno alla metà del ‘900 da Domenico Rossi, fondatore nel 1975 del Centro Recupero Rapaci presso il Podere Serrandino a Monte Malbe, in Umbria. Recentemente sono state inoltre acquisite alcune collezioni di privati (Stellato-Montanari e Gabrielli) che hanno un valore soprattutto didattico ed espositivo. Tuttavia, l’incremento delle collezioni ornitologiche avviene attraverso il recupero degli uccelli deceduti nel territorio, che il Museo incentiva attraverso apposite convenzioni con i centri di recupero, come quello della LIPU a Roma, o con gli Enti Parco. Gli animali deceduti vengono preparati in pelle o naturalizzati, in base al loro interesse scientifico o espositivo-educativo, dal tecnico tassidermista del Museo. Tutte questi reperti vanno ad implementare le conoscenze sul territorio che, opportunamente confrontate con i dati delle raccolte storiche, possono aggiornare le conoscenze sulla distribuzione delle specie e sul loro stato di conservazione.

Carla Marangoni

Carla Marangoni

Curatore uccelli

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