Lo stambecco
La curiosa avventura del Signore delle Rocce
Il Signore delle Rocce, lo Stambecco, scende dalle Alpi e fa il suo ingresso nel Museo Civico di Zoologia di Roma, dove il pubblico potrà ammirare rari esemplari perfettamente conservati e scoprire la complessa storia biologica ed evolutiva di questo animale delle nostre montagne.
Considerato una specie ancora largamente diffusa in natura, lo Stambecco (Capra ibex), che fino al XV secolo era presente in tutto l'arco alpino, ha conosciuto periodi di forte crisi, fino a giungere, come nel caso delle popolazioni della Svizzera e delle Alpi centrali, addirittura all'estinzione. La mostra ospitata dal Museo Civico di Zoologia di Roma, sotto l'egida dell'Ambasciata di Svizzera in Italia e dell'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, nasce da un progetto di due importanti musei scientifici svizzeri, il Museo di Zoologia dell'Università di Zurigo e il Museo della Natura dei Grigioni che, oltre a presentare i risultati delle più recenti scoperte sulla biologia di questa specie, hanno voluto celebrare il successo della sua reintroduzione nelle Alpi svizzere. Una reintroduzione che fu possibile grazie al "prelievo" di alcuni esemplari dal Parco del Gran Paradiso, una volta Riserva di caccia di Casa Savoia. Gli animali furono in realtà trafugati dalla Riserva di caccia reale con la complicità di alcuni bracconieri e furono successivamente reintrodotti nella regione del Graue Hörner del Cantone San Gallo, nelle Alpi svizzere.
Qui, anche grazie ad un'appropriata politica di protezione ambientale, si riprodussero con successo e andarono a costituire la popolazione da cui discendono tutti gli stambecchi oggi presenti in Svizzera.
Nel maggio 2006 la Confederazione Elvetica, a simbolico "rimborso" della sottrazione avvenuta agli inizi del '900, ha restituito all’Italia una quarantina di stambecchi, che sono stati reintrodotti nel Monviso, nel massiccio dell'Adamello Brenta e nelle Dolomiti friulane.
Lo Stambecco è dunque una specie che si è salvata grazie alla cooperazione fra due Paesi europei, l'Italia e la Svizzera, che nella catena delle Alpi, la grande ecoregione ricchissima di forme di vita, non hanno voluto vedere una frontiera di divisione, ma un prezioso ambiente in comune da salvaguardare. Quali conseguenze ha comunque avuto il crollo del numero di stambecchi, avvenuto nel XVI secolo, sul patrimonio genetico – e quindi sulle possibilità di sopravvivenza futura – delle popolazioni di questa specie? E quali sono le problematiche connesse con la conservazione della biodiversità attraverso la reintroduzione delle specie scomparse?
photogallery
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Locandina della mostra |
Particolare della mostra |
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